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Richiesta di modifica assegno di divorzio da parte dell'ex coniuge.

Quando l'ex coniuge può chiedere una modifica dell'assegno di divorzio.

A seguito di sentenza di divorzio, il Giudice può disporre la corresponsione di un assegno di divorzio a favore del coniuge economicamente più debole che non abbia i mezzi adeguati per mantenersi, o che comunque non possa procurarseli per ragioni oggettive.

Fra tali ragioni oggettive rientrano sicuramente una serie di circostanze, quali ad esempio la mancanza di un impiego dovuta alla crisi del mercato occupazionale nonché all’età del coniuge, oppure la presenza di gravi problemi di salute o di disabilità che rendono la persona incapace di rendersi autonoma. E ancora, anche nel caso in cui lo stipendio dell’ ex coniuge risulti insufficiente per potersi mantenere, il Giudice stabilirà che questo venga integrato con la corresponsione dell’assegno divorzile.

Talvolta, però, tali circostanze possono mutare andando ad incidere sulle condizioni economiche dei coniugi, le quali potrebbero giustificare la riduzione, l’aumento o la revoca dell’assegno.

Se per esempio, il coniuge obbligato a pagare l’assegno di divorzio perdesse il lavoro a seguito del fallimento dell’azienda per cui lavorava, lo stesso potrebbe chiedere la riduzione dell’importo dell’assegno di divorzio; viceversa, qualora fosse il coniuge economicamente più debole a perdere l’occupazione lavoraitva, quest’ultimo potrebbe chiedere un aumento di detto importo.

Le variazioni economiche, però, devono sempre dipendere da fattori estranei ed involontari all'interessato: se l’ex coniuge si dimette volontariamente dalla propria attività lavorativa senza valide ragioni, sicuramente non potrà chiedere l’aumento dell’assegno divorzile. 

Rinunciare al proprio posto di lavoro rappresenta una scelta consapevole e volontaria che non può influire sull’assegno divorzile e che necessariamente avrà delle conseguenze poiché dimostra che il soggetto potrebbe lavorare, ma non vuole. 

Si tratta quindi di una scelta che avrà delle ripercussioni in quanto il Giudice potrà non solo negare un aumento dell’assegno, ma anche revocarlo.