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L'adozione del minore da parte del single

Single: l'adozione del minore

L’adozione è regolamentata dalla, ormai storica, L. 184/1983 (mod. dalla l. 149/2001) la quale prevede espressamente all’art. 44 la disciplina dell’adozione in casi particolari.

Tale norma indica le ipotesi in cui è possibile procedere all’adozione, anche in deroga alla regola generale che prevederebbe quale presupposto lo stato di abbandono in cui dovrebbe versare il minore.

Sul tema, anche la Corte di Cassazione si è di recente nuovamente espressa (ordinanza n. 17100 del 26/6/2019) ribadendo che l’istituto dell’adozione nei casi particolari consente di salvaguardare la continuità affettiva del minore, anche in quelle ipotesi in cui non vi sia necessariamente uno stato di abbandono. Ciò che viene ad essere indagato è l’interesse preminente del minore a mantenere il legame affettivo già instaurato con un soggetto con il quale potrebbe non avere alcun vincolo di parentela.

Per procedere a tale adozione è comunque necessario il consenso dei genitori dell’adottando, che può essere escluso solo qualora gli stessi siano decaduti dalla responsabilità genitoriale.

Ugualmente la norma non stabilisce alcun requisito di età, ma solamente che colui che adotta (c.d. adottante) abbia almeno 18 anni. Pertanto non è neppure necessario che ad adottare sia una coppia coniugata, essendo consentita anche al “single” o alla coppia di fatto, la domanda di adozione in casi particolari.

L’adottando potrà essere quindi anche una sola persona, fermo restando che il Tribunale per i minorenni dovrà valutare in primo luogo l’impossibilità di procedere all’affidamento preadottivo e secondariamente se corrisponde all’interesse del minore salvaguardare la continuità affettiva ed educativa già sviluppatasi con il soggetto che se ne sta concretamente prendendo cura.