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Il pernottamento dei figli in tenera età in caso di separazione.

Separazione: il pernottamento dei figli in tenera età.

Tra i problemi che sorgono nella separazione con figli minori c’è anche quello relativo alla possibilità per il bambino molto piccolo di poter rimanere a dormire a casa del padre separato.  Soprattutto quando si tratta di figli molto piccoli, la madre spesso nutre preoccupazioni per la prolungata permanenza del minore con l’ex coniuge anche nelle ore notturne. 

Su questo punto, fino a non molti anni fa, la giurisprudenza era granitica nel ritenere che i padri potevano acquisire la capacità di prendersi cura dei figli soltanto con una certa “gradualità”. I Giudici di merito suggerivano infatti di prevedere “con gradualità il pernottamento presso la casa paterna a partire dai tre anni”e di “ampliare, superata questa età, la frequentazione del minore con il padre, consentendo il pernottamento presso di lui al fine di consentire una bigenitorialità effettiva”

Così alcuni provvedimenti di separazione distinguevano il diritto di visita da quello di pernottamento escludendo quest’ultimo per i bambini di tenera età. 

Ad oggi questo orientamento viene considerato un ostacolo alla tutela del diritto alla bigenitorialità del minore, che si esprime nel regolare incontro del figlio con il padre separato (o comunque del genitore non collocatario) e che deve essere soprattutto garantito nel precipuo interesse del bambino. 

Negli ultimi anni abbiamo assistito infatti a un significativo mutamento di rotta della giurisprudenza, la quale ha cercato di recepire il nuovo modello di famiglia, considerando i papà da subito più “protagonisti”. Lo affermano i giudici della Corte di Cassazione in una nuova ordinanza (ordinanza del 28/7/2020 n. 16125) con la quale stabiliscono che un bambino di due anni di età può pernottare dal padre almeno una volta alla settimana.

Nel motivare la sua decisione la Suprema Corte ribadisce come il diritto di visita dei genitori di bambini in tenera età possa subire restrizioni solo se è nell'interesse del minore, anche se, nel perseguire tale interesse occorre sempre agire anche nel rispetto della bigenitorialità “inteso quale presenza comune dei genitori nella vita del figlio, idonea a garantirgli una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi i genitori, nel dovere dei primi di cooperare nell'assistenza, educazione e istruzione della prole”.

Bisogna considerare, da ultimo, che le norme del Codice Civile non prevedono certo limiti d'età del bambino per poter dormire, in caso di separazione, con il papà, prevedendo anzi all'art. 337 ter c.c. il diritto del minore di “mantenere- nell'ipotesi di separazione -un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori”. La Legge non indica, quindi, un limite di età a partire dal quale il bambino può iniziare il pernottamento con il padre separato; molto dipenderà dalle circostanze concrete e dalle esigenze specifiche, che dovranno trovare accoglimento negli accordi e nei provvedimenti di separazione.