Studio Legale Bolzani Cerrato
©2019 Studio Legale Bolzani Cerrato

Il Giudice può modificare assegno di divorzio dell'ex coniuge

La modifica dell'assegno di divorzio dell'ex coniuge: la decisione del Giudice

E' certamente possibile che un procedimento di divorzio giudiziale termini con una sentenza che condanni una parte a corrispondere all'ex coniuge un assegno divorzile. Il Giudice oltre a decidere se suddetto assegno debba essere versato, stabilirà altresì l'ammontaore dello stesso. 

Tale contributo dovrà quindi essere continuamente versato con l'importo imposto dal Giudice sino a quando un futuro ed eventuale provvedimento giudiziale non revocherà l'obbligo di pagamento oppure ne modificherà l'ammontare.

Il Giudice futuro, quello che eventualmente sarà adito da una parte per richiedere la revoca del proprio obbligo di corresponsione oppure una modifica della somma da dover versare, dovrà tenere in considerazione primariamente una specifica circostanza: ovvero il Giudice dovrà valutare se le condizioni presenti al momento della sentenza di condanna all'assegno permangono o sono mutate nel tempo.

Qualora il Giudice accerti che le conidzioni sono cambiate dalla data della sentenza di divorzio alla domanda di modifica, allora potrà certamente disporre la revoca o la madifica dell'importo dell'assegno di divorzio.

Il riconoscimento dell’assegno di divorzio in favore dell’ex coniuge ha funzione assistenziale, compensativa e perequativa. Inoltre dà attuazione al principio di solidarietà post-coniugale. Prima di attribuirlo è necessario accertare che effettivamente l’ex coniuge richiedente non disponga di mezzi adeguati e che sia impossibilitato a procurarseli per ragioni oggettive.

Tale valutazione dovrà fondarsi sulle condizioni economico-patrimoniali delle parti  e dovrà accertare se l’eventuale disparità economica tra gli ex coniugi dipenda da scelte di conduzione della vita familiare oltre che dalle effettive potenzialità professionali e reddituali valutabili a conclusione vita coniugale, anche in relazione all’età del coniuge richiedente nonché all’offerta del mercato del lavoro.