Studio Legale Bolzani Cerrato
©2019 Studio Legale Bolzani Cerrato

Genitori e figli: l'affidamento condiviso, esclusivo e super-esclusivo.

Genitori: l'affidamento condiviso ed esclusivo dei figli.

La legge n. 151 del 1975prevedendo il divorzio nel nostro ordinamento giuridico ha introdotto altri istituti molto rilevanti quali l’affidamento dei figli, le modalità di gestione della prole ed il loro  mantenimento.

Dalla legge n. 151 numerose riforme hanno modificato le previsioni originarie, adeguando l’ordinamento ai cambiamenti sociali e di costume.

La legge n. 51/2006 ha trasformato l’affido “congiunto” da eccezione in regola, definendolo “affido condiviso”. In questo modo è stato riconosciuto in capo ai figli il diritto a mantenere rapporti stabili con entrambi i genitori, introducendo il principio della bigenitorialità, diritto naturale del figlio. L’art 337-ter c.c. infatti stabilisce che il figlio “ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori” e che il giudice deve valutare “prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori”.

 Qualora il giudice ritenga l’affidamento ad un genitore contrario all’interesse del minore, può disporre l’affidamento dei figli a uno solo dei coniugi (art. 337-quater). Inoltre ciascuno dei genitori può chiedere questo tipo di affidamento e la domanda può essere accolta o meno dal giudice. Quest'ultimo deve sempre fare salvi i diritti del minore previsti dal codice civile.

Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, avrà a sé riservato l’esercizio della responsabilità genitoriale su di essi.

Le decisioni di maggiore interesse per i figli vengono comunque adottate da entrambi i genitori. Inoltre il genitore non affidatario ha il diritto e il dovere di vigilare sull’educazione e l’istruzione dei figli e ha infine il diritto di rivolgersi al giudice qualora ritenga siano state prese decisioni pregiudizievoli al loro interesse.  

L’affidamento esclusivo è eccezionale e, a conferma di ciò, il provvedimento che lo dispone deve essere specificamente motivato dal giudice che lo adotta, sia in ordine al “pregiudizio potenzialmente arrecato ai figli da un affidamento condiviso” sia anche “all'idoneità educativa o alla manifesta carenza dell'altro genitore” (fra le altre, Cass. Civ. n. 27/2017). 

In casi ancora più eccezionali (e del tutto residuali, nel senso che la seguente soluzione deve essere l’unica possibile conforme agli interessi del minore) viene disposto l’affidamento super-esclusivo a un solo genitore, con facoltà per lo stesso di prendere anche le decisioni di maggiore interesse.

Tuttavia neppure in tal caso il genitore non affidatario è privato totalmente della propria responsabilità genitoriale: viene mantenuta la previsione di un compito di vigilanza e la possibilità di adire il giudice, nel caso si ritenesse che siano state assunte decisioni pregiudizievoli per la prole. Infatti permane in capo al genitore un diritto e un dovere di vigilanza sull’istruzione e l’eduzione; inoltre perdura l’onere di contribuire al mantenimento del figlio. Infine, anche il regime stringente del regime super esclusivo, lascia inalterato il diritto di visita.