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Art. 263 l’azione di impugnazione del riconoscimento de figlio per difetto di veridicità.

L’azione di impugnazione del riconoscimento de figlio per difetto di veridicità: art. 263

Le azioni di stato sono tutte quel azioni giudiziali volte a regolamentare il rapporto giuridico che lega un figlio ai suoi genitori. In particolare, il codice civile prevede azioni volte ad attribuire a un soggetto lo status filiationis nei confronti di un altro, ed azioni volte ad eliminare uno stato già acquisito, ma non corrispondente alla verità.

In detta seconda ipotesi, per i figli nati al di fuori del matrimonio il codice civile prevede all’art. 263 l’azione di impugnazione del riconoscimento de figlio per difetto di veridicità.

L’azione ex art. 263 c.c. può essere avanzata non solo dal figlio riconosciuto e dal genitore che ha compiuto il riconoscimento, ma anche da chiunque vi abbia interesse.

Ai fini dell’impugnazione del riconoscimento, la sola azione imprescrittibile è quella che attiene al diritto del figlio; l’autore del riconoscimento, invece, potrà proporre detta azione nel termine di un anno che decorre dal giorno dell’annotazione del riconoscimento sull’atto di nascita.Qualora il padre dimostrasse di essere stato impotente al tempo del concepimento e di averlo ignorato senza sua colpa, il termine annuale decorrerà invece dal giorno in cui ha avuto conoscenza di ciò.

Come la Suprema Corte di Cassazione ha più volte affermato, il diritto alla verità biologica sul proprio statusdi figlio è un diritto fondamentale che, se leso, può compromettere un sano sviluppo della personalità di ogni individuo.

Anche la disciplina dell’art. 263 c.c.,  ed in particolare la prevista imprescrittibilità dell’azione da parte del figlio, è la conferma di come il favor veritatiscostituisca un principio giuridico essenziale in materia di stati personali quale espressione dell’identità della persona, così come sancito dagli artt. 2 Cost. e 8 CEDU.